Politica

Come Salvini

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Non sono sempre d’accordo con le sue idee, ma questa volta condivido appieno.

Francesco Costa:

Children of Men

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Terrorismo, razzismo, paura, scelte discutibili guidate più da interessi di parte che dalla volontà di risolvere davvero i problemi e contribuire a una evoluzione positiva della civiltà umana, favorendo integrazione, crescita e armonia. Non ho risposte, non ho proposte… ma rivedere questo film mi ricorda quale sia ad oggi lo scenario più probabile per il prossimo futuro, e da qualsiasi punto di vista mi metta, da qualunque parte decida di schierarmi, non mi sembra roseo per nessuno.

DSU 2015, ISEE, TASI, TARI, IMU e federalismo (vero)

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Encomiabile che l’INPS finalmente dia la possibilità di compilare direttamente alcune dichiarazioni utili, tra cui la nuova DSU 2015 che sostituisce la vecchia ISEE,  senza doversi avvalere per forza di CAF e patronati e che recuperi autonomamente le informazioni che in qualche modo già conosce tramite 730 o altre dichiarazioni. Certo, se per ottenere il PIN non fosse necessario completare un percorso ad ostacoli, se le istruzioni di base apparissero interattivamente nei vari moduli per guidare meglio l’utente, se al tentativo di chiudere la DSU 2015 oltre a segnalare eventuali incongruenze venisse integrato un link che riporta direttamente alla sezione da modificare, se la procedura fosse davvero sequenziale con controlli intermedi senza costringerci a tornare sempre ad un menu iniziale… non saremmo in Italia.
Scherzi (e problemi) a parte un percorso interessante è stato avviato: CRS (almeno in Lombardia) che integra tessera sanitaria, codice fiscale e abbonamenti di viaggio, 730 online, servizi INPS utili e fruibili in autonomia (ISEE, congedi di maternità, verifica stato pensionistico…), integrazione tra i vari enti per lo scambio di informazioni già registrate (INPS, Agenzia delle Entrate, ASL).
La speranza è che amministrazioni successive continuino, migliorandolo, il percorso avviato, per riavvicinare i cittadini e rendendo meno antipatico pagare le molte tasse, cambiando verso davvero, non solo su twitter o facebook.
L’ideale sarebbe poi collegare la DSU al pagamento di una vera imposta unica municipale gestita direttamente e interamente dai comuni, collegata a tutti i servizi e beni che abbiamo e di cui usufruiamo (che senso ha distinguere ancora tra TASI e TARI?): se non la presenti paghi un massimale, se la presenti parziale (non tutti sono felici di diffondere il proprio saldo e i propri investimenti azionari) accedi ad un primo sgravio importante, se la presenti completa il calcolo di quanto dovuto sarà collegato in modo chiaro alla tua reale capacità contributiva complessiva.
Forse inizieremmo anche a pagarle volentieri queste tasse, vedendo strade asfaltate, acquedotti che non perdono il 40% di acqua sul percorso, servizi efficienti e sapendo che se non vengono realizzati non è per colpa nè di “Roma ladrona” o di “Mafia capitale”. Ma di chi abbiamo eletto come sindaco che sarebbe al centro di una vera rivoluzione politica e sociale.
PS: il collega mi ha dato un pizzicotto e mi sono svegliato, sono arrivato alla mia fermata…

“Fare i froci col culo degli altri”

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A proposito della richiesta di anticipare i tempi per la fiducia al (vergognoso) decreto “Salvaroma”, poi comicamente ritirato dal Governo stesso (no, purtroppo non è l’angolo del buonumore della settimana enigmistica), accettata e avvallata anche da M5S (era sufficiente che anche un solo parlamentare facesse obiezione e si sarebbero dovute rispettare le 24 ore di pausa tra la richiesta di fiducia e le procedure di voto, rischiando di fare arrivare tutti a casa tardi alla vigilia di Natale):

“Grillo e i grillini non dicono la verità, pur brandendo “la verità” come strumento principale di una militanza tutta orientata a svelare la malefatte nascoste di questo o quel potere. Non hanno detto la verità, perché la verità è che la deroga alla regola delle 24 ore è stata concessa con il pieno consenso dei parlamentari Cinque Stelle, che evidentemente non trovavano tanto disgustosa l’idea di passare la sera dell’antevigilia di Natale con la famiglia, il fidanzato, la fidanzata o in beata solitudine. Votare una cosa in Parlamento e qualche giorno dopo attribuirne la responsabilità a partiti diversi dal proprio, con il volto schifato e l’aggiunta di qualche maledizione, significa fare il furbo sulla pelle degli altri. In romanesco l’espressione è più volgare, e decisamente omofoba, ma ci siamo capiti.”

(Via Andrea Romano)

Il punto non è se sia stato un bene o un male anticipare il voto in deroga per arrivare tutti a casa prima; personalmente dubito che tutti i deputati avessero sgobbato come Romano negli ultimi giorni e penso sia vergognoso anche solo richiedere di accorciare i tempi politici secondo i propri comodi, ma che M5S dopo essersi adeguato e aver concesso questa possibilità in sede ufficiale abbia poi, tramite Grillo, sputtanato e sbeffeggiato il tutto.

Ah beh, certo, Grillo non è M5S, non è un eletto, non li rappresenta…

Sarebbe carino leggere una dichiarazione ufficiale di M5S che prenda le distanze dalla (solita) sparata di Beppe, prego gli amici grillini di segnalarmelo qualora mi sfuggisse.

PS: sono consapevole che il titolo scelto è molto omofobo e chi mi conosce sa che non rappresenta per nulla il mio pensiero sul tema, ma non ho trovato niente che rendesse il senso del post in modo così efficace come questa battuta romanesca.

Aritmetica vs. ideologia

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Tassiamo pochissimo le rendite finanziarie e moltissimo i profitti industriali.Tra le più importanti misure proposte da Serra per salvare l’Italia c’è l’aumento delle tasse sulle rendite finanziarie, e non di poco, addirittura di dieci punti percentuali, dal 20 al 30 per cento. Serra propone di trovare un punto di Pil, circa 10 miliardi di euro, dai profitti sulle attività finanziarie, cioè proprio sul suo business.

(Via ilSole24ore)

Renzi non mi piace per niente. Tempo fa scrissi però che avrebbe vinto, e che la speranza era che si circondasse almeno di gente in gamba: non sono sicuro che abbia scelto bene ma qualcuno lo ha pescato, tipo Taddei (che sia un Civatiano mi piace ma non c’entra).

Sempre in argomento di economia, che rappresenta il 70% dei problemi dell’Italia, mi sono inoltre imbattuto in questo articolo su Davide Serra, investitore che opera a Londra e grande sponsor di Renzi, che consideravo un dandy sbruffone e molto poco di sinistra…

Cambiare (in peggio)

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Tra le tante chiacchiere al vento ecco finalmente qualcosa di concreto, un primo passo per cambiare questo paese, occupandosi di Internet, Tecnologia e innovazione e di questo dobbiamo ringraziare in primis il PD e soprattutto quel geniaccio di Francesco Boccia, che è riuscito a far approvare la Google Tax.

Logicamente questa cosa ci ha reso famosi in tutto il mondo, con testate internazionali che si sperticano di lodi per la bella pensata.

Poi ci sarebbe la perla della SIAE che si scrive le leggi da sè.

E infine ci sarebbero i super-esperti di Letta per l’agenda digitale che sarebbe bello capire che diavolo ne pensano di tutto, perchè fanno articoli e articoli in giro ma poi nel concreto ? Si allineano anche loro “alla Civati” ? Senza di loro il nulla ?

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All-in ?

@paedrae One comment

“Io sono disponibile a rinunciare ai 40 milioni del prossimo anno se tu ti impegni per superare il Senato, abolire le Province e su legge elettorale. Ci stai a giocare in modo pulito e trasparente senza accordi senza patti? Se sei disponibile, il Pd è davanti a te e non dietro. Se ci stai, si fa. Se noi ci stai, sei per l’ennesima volta un chiacchierone e l’espressione buffone vale per te”.

(Matteo Renzi)

“Trappolone” di Renzi a Grillo; “sorpresina” di Renzi per Grillo e via così.
Io sulla “genialata” dello scambio “riforme per rinuncia alla rata di finanziamento ai partiti” la penso più come Leonardo: si chiama scoprire le carte e scoprire che è tutto un bluff. Ora gli resta solo un all-in (ovvero legge elettorale che proverà a sminare Grillo, magari preparando una nuova larga intesa ancor prima del voto per reggere l’urto del prossimo 30% di M5S) e poi sarà restaurazione o il circo.

Un conto è cercare un accordo per fare qualcosa, (anche se era da farsi prima, non adesso che hanno l’acqua alla gola), un altro è proporre scambi e giochini, soprattutto facendo capire il peso che ha la merce messa sul piatto (zero soprattutto perchè M5S ha già fatto le sue scelte forti in tal senso):

La mossa di Renzi:
a) ricorda a tutti che il Pd sta per intascare una cospicua rata di rimborsi elettorali; 
b) suggerisce che il Pd, di questi soldi, possa fare benissimo a meno: tant’è che Renzi si permette di buttarli tutti sul piatto così, come un giocatore ben disposto a perdersi in una mano tutto quel mucchio di fiches di cui inconsciamente si vergogna. 

In sostanza, più che a mettere in crisi Grillo, il bluff lo aiuta a rimarcare la sua coerenza: il M5S i rimborsi non li ha mai voluti, nemmeno per usarli come merce di scambio. Secondo me insomma non è stata una gran mossa: ma per fortuna non me ne intendo tanto, né di politica né di poker.

(Via Leonardo)

The End

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I dati ufficiali quando è stato superato il 50 per cento dello scrutinio, 4410 sezioni scrutinate su 8476. Renzi al 68,4 per cento, Cuperlo al 17,8 per cento, Civati al 13,9 per cento.

Fine dei sogni. Viva il rottamatore che ha imbarcato i rottamati. Penso che metterò la mia tessera elettorale in qualche scatola in cantina, per un pò.

Facciamoci male

@paedrae No Comments

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Ho sognato che Letta chiedesse una cosa a Napolitano

@paedrae No Comments

“Nel giugno del 1977, Silvio Berlusconi è stato nominato Cavaliere del lavoro dall’allora presidente della Repubblica, Giovanni Leone, come da prassi su proposta del presidente del Consiglio. L’articolo 28 del Codice penale prevede che nel caso di interdizione temporanea, come quella di Berlusconi, il condannato sia privato tra le altre cose delle onorificenze pubbliche ricevute, per tutto il periodo in cui è interdetto. La revoca del titolo di Cavaliere spetta al presidente della Repubblica, che la effettua su proposta del presidente del Consiglio dei ministri. La revoca per indegnità non è temporanea. Non è ancora chiaro se sarà formulata la richiesta per la revoca del titolo di Berlusconi, ma c’è comunque almeno un precedente: nel 2010 il titolo di Cavaliere del lavoro fu tolto a Calisto Tanzi per le vicende giudiziarie del crack Parmalat. “

(Via il Post)

Certo, se avesse davvero le “Palle d’acciaio“. Ma penso abbia più il “Culo di piombo” e non intenda perdere la sua bella poltrona, rischiando di fare incazzare un vecchietto permaloso. Anzi due..

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