Quando un file pesava 1 Kg

Di certe cose ne avevo sentito parlare vagamente molti anni fa ai tempi dell’università: qualche battuta o aneddoto rubato a qualche professore che ricordava i suoi primi passi come pioniere dell’informatica e niente di più.

Sentire le esperienze dirette di chi ha davvero lavorato e sudato sui vecchi calcolatori “a schede” è stato indescrivibile: c’è stato un momento in cui l’informatica era un’arte, un piccolo errore poteva vanificare giorni di elaborazione, un algoritmo ben fatto poteva far risparmiare ore; era possibile toccare e maneggiare fisicamente programmi, file e risultati (tutto su carta) e procedere per tentativi era impensabile dati gli elevati costi del tempo-macchina. C’era molta fatica e non solo mentale: prendere l’auto per “andare a fare un sort di una tabella”, magari in una città vicina che aveva un macchinario apposito per risparmiare tempo e sperando di completare l’ordinamento in una nottata (unico momento di disponibilità del calcolatore, di giorno usato dai legittimi proprietari) inserendo ripetutamente interi scatoloni di schede nel calcolatore più e più volte per ordinare i record carattere per carattere; disperarsi per aver mischiato le schede di un programma, e perdere ore e ore solo per ritrovare il corretto ordine sequenziale e completare il job senza errori; recuperare una scheda rovinata dal calcolatore durante l’esecuzione e cercare di ricostruirla al volo per non vanificare ore di elaborazione; impostare un merge tra programmi o file differenti connettendo nel modo opportuno certi spinotti disponibili su un pannello montato sul calcolatore (altro che touch screen);  “caricare un file” nel senso letterale del termine, ovvero inserire centinaia di schede, una per ogni record di una tabella.

Oggi nello smartphone più lento ed economico abbiamo più potenza di calcolo di quella disponibile in un vecchio centro di elaborazione dati, abbiamo strumenti, interfacce, periferiche e linguaggi dalle infinite potenzialità, ma proprio a causa di tutto questo abbiamo perso la cura e l’attenzione per i dettagli, per la pulizia del codice, per la scalabilità della soluzione e spesso finiamo per disegnare schifezze, mal progettate e scritte ancora peggio, mascherando inefficienze e problemi con un core o qualche giga di ram in più.

Quando un file pesava 1 Kg

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