Maria, si o no ?

Sono da sempre contro le droghe: leggere, pesanti, pure e miste e nel recente dibattito su erba e affini mi sono schierato di conseguenza. Ora sto leggendo e documentandomi su cause, effetti, conseguenze, rischi, dati su chi ha o non ha fatto scelte diverse e mi sono accorto che forse ho sbagliato approccio.

Temo di essere uno dei tanti che mischia, confonde e usa alternativamente senza distinzione i termini “liberalizzazione” e “legalizzazione”, invece molto distinti tra loro.

Resta fermo e ferreo il mio NO alla “liberalizzazione”.

Inizio invece a dubitare circa le mie convinzioni sulla opportunità o meno di un’eventuale “legalizzazione”.


Non ho però dubbi che in Italia riuscire a tenere distinte le due cose, dato come siamo portati a seguire le regole, a campionare ed effettuare i controlli e a perseguire chi non rispetta norme, leggi e regolamenti, tutto si risolverebbe nel solito pasticcio e i potenziali vantaggi verrebbero seppelliti da una montagna di merda.

Forse, e vale per tutti gli enormi problemi che abbiamo, sarebbe opportuno prima cambiare persone, classe dirigente, meccanismi di controllo e diffondere una nuova cultura del rispetto e di fiducia nelle istituzioni, cementando nuove fondamenta su cui provare poi ad impostare un confronto e un dialogo vero, per costruire e innestare eventuali nuove idee, nuovi approcci, nuove risposte e nuove soluzioni a problemi ed argomenti che richiedono fermezza e chiarezza.

Solo un padre serio e credibile può permettersi di allargare le maglie del controllo e concordare col figlio di “tornare più tardi” la sera: in caso contrario diventa un “liberi tutti” e si ritroverà sveglio alle 4 di mattina…

Maria, si o no ?

4 pensieri su “Maria, si o no ?

  1. Anonimo ha detto:

    Dieci anni fa in Portogallo sono state legalizzate le droghe (non solo quelle leggere).
    I risultati si sono visti immediatamente, ma erano diametralmente opposti a quelli che i benpensanti di mezz'europa si aspettavano.
    Oggi il problema “droga” in Portogallo non esiste più ed i tossicodipendenti si sono ridotti del 60%, registrando un calo di quasi il 90% sulle nuove generazioni.
    Si dice che al posto di controllare, inseguire e arrestare 100.000 criminali, stiano curando 40.000 persone.
    In Italia nello stesso periodo, l'uso di stupefacenti è aumentato del 300% ed il “turismo psichedelico” europeo è ancora orientato ad Amsterdam!!
    Personalmente non credo che la domanda da porsi sia “legalizzare o liberalizzare?”, ma piuttosto “cosa conviene di più a chi ci governa?”
    Pensaci 😀
    MP

  2. Anonimo ha detto:

    …mmmm…. si, hai ragione.
    Ma talvolta il sapere chi scrive da una lettura viziata di quello che viene affermato.
    Il vizio può essere in negativo o in positivo, ma in ogni caso non innesca una discussione o una riflessione solo ciò che viene scritto, piochè la chiave di lettura viene data sulla base della considerazione o dell'idea che si ha della persona che scrive.
    Apprezzo quindi molto, chi come te “lascia aperti” i commenti su un blog per invitare i followers (che brutta parola….), ad esprimersi liberamente, discutendo e ragionando più sui contenuti che sulle persone.
    MP ;D

  3. Punti di vista: innegabile che sapere chi scrive (se conosciuto) possa “filtrare” il contenuto proposto, ma se la persona mi è nota, solitamente, già ho un'idea di cosa pensi in proposito. Se invece mi sorprende può essere un modo utile di confrontarsi su argomenti nuovi approfondendo legame e conoscenza reciproca. E tra persone intelligenti la discussione parte ugualmente (magari anche più viva). Inotre aggiungo che non sono persona tale da farmi troppo influenzare da “chi” dice “cosa”. Concludo dicendo che data la spiega deduco che ti conosco 😉 e lascio aperto perchè capisco che chi scrive a volte si sente più libero se resta anonimo, ma invito a sperimentare che dò ragione o sfanculo chiunque con la stessa velocità e trasparenza (chiedere a colleghi o amici con cui saltuariamente discuto di politica su facebook…).

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