3-2-1 Backup !

Experts recommend the 3-2-1 rule for backup: three copies of your data, two local (on different devices) and one off-site. For most people, this means the original data on your computer, a backup on an external hard drive, and another on a cloud backup service. With this system, you’re highly unlikely to lose all your data, even if your laptop gets stolen, your hard drive crashes, your house burns down, or the Internet as we know it dies. (If all of those things happen at once, well, you probably have bigger problems.)

(Source: TheWireCutter)

3-2-1 Backup !

Windows Phone, Android, iOS

Da un mese circa ho passato il mio iPhone 4S a mia mamma, che aveva problemi con il Moto-E che le avevo regalato. Ora, anche se 4GB possono essere pochini, esaurire lo spazio disco (con i problemi che ne derivano) senza installare alcuna nuova app rispetto alla dotazione standard del prodotto “out of the box”, solo con cache, file temporanei e aggiornamenti automatici lo trovo ridicolo. Per risolvere il problema ho installato una mini-sd da 16GB, flashato una CyanogenMod 13 e formattato la schedina come “interna” grazie alla nuova (ottima direi) feature di Android 6.0, ma nel frattempo mia mamma, con i soli 10 minuti di introduzione ad iOS quando gli ho dato l’iPhone e il mese di uso quotidiano, ha scelto al mio posto la penitenza che dovevo autoinfliggermi in questa quaresima.

Nel frattempo l’azienda mi ha fornito di un nuovo device aziendale, un Lumia 640 e finalmente ho provato dal vivo Windows Phone. Ero curioso e avevo ottimi presentimenti, ma posso riassumere dicendo che il fatto che sia “blindato” e profilato per un uso strettamente lavorativo non è un problema: è buono solo come terminale di Exchange, per il resto preferisco il Moto-E (ed è tutto dire).

Spero che il 22 Marzo arrivi presto, è ora di farmi un bel regalo.

Windows Phone, Android, iOS

Quando un file pesava 1 Kg

Di certe cose ne avevo sentito parlare vagamente molti anni fa ai tempi dell’università: qualche battuta o aneddoto rubato a qualche professore che ricordava i suoi primi passi come pioniere dell’informatica e niente di più.

Sentire le esperienze dirette di chi ha davvero lavorato e sudato sui vecchi calcolatori “a schede” è stato indescrivibile: c’è stato un momento in cui l’informatica era un’arte, un piccolo errore poteva vanificare giorni di elaborazione, un algoritmo ben fatto poteva far risparmiare ore; era possibile toccare e maneggiare fisicamente programmi, file e risultati (tutto su carta) e procedere per tentativi era impensabile dati gli elevati costi del tempo-macchina. C’era molta fatica e non solo mentale: prendere l’auto per “andare a fare un sort di una tabella”, magari in una città vicina che aveva un macchinario apposito per risparmiare tempo e sperando di completare l’ordinamento in una nottata (unico momento di disponibilità del calcolatore, di giorno usato dai legittimi proprietari) inserendo ripetutamente interi scatoloni di schede nel calcolatore più e più volte per ordinare i record carattere per carattere; disperarsi per aver mischiato le schede di un programma, e perdere ore e ore solo per ritrovare il corretto ordine sequenziale e completare il job senza errori; recuperare una scheda rovinata dal calcolatore durante l’esecuzione e cercare di ricostruirla al volo per non vanificare ore di elaborazione; impostare un merge tra programmi o file differenti connettendo nel modo opportuno certi spinotti disponibili su un pannello montato sul calcolatore (altro che touch screen);  “caricare un file” nel senso letterale del termine, ovvero inserire centinaia di schede, una per ogni record di una tabella.

Oggi nello smartphone più lento ed economico abbiamo più potenza di calcolo di quella disponibile in un vecchio centro di elaborazione dati, abbiamo strumenti, interfacce, periferiche e linguaggi dalle infinite potenzialità, ma proprio a causa di tutto questo abbiamo perso la cura e l’attenzione per i dettagli, per la pulizia del codice, per la scalabilità della soluzione e spesso finiamo per disegnare schifezze, mal progettate e scritte ancora peggio, mascherando inefficienze e problemi con un core o qualche giga di ram in più.

Quando un file pesava 1 Kg

Project Titan

“Schiller’s grand product theory serves as a roadmap for where Apple wants to bring its current product line over the next few years, but it is important to not think of it as a destination. In a few years, the work from Apple’s Project Titan will represent a new direction for Apple. While an electric car may not seem to fit in with a portfolio of watches, smartphones, tablets, laptops, and desktops, it is important to not get caught up by form factors but instead to look at what all of these products have in common: creating a experience.”

“The connected room era will have officially begun and Apple thinks those connected rooms will have four wheels.”

(Above Avalon)

Citazione

Cyanogenmod 12.1 on Kindle Fire 7 2015 (ford)

Per farmi del male mi sono cimentato nell’installazione della Cyanogenmod sull’ultimo Kindle Fire in promozione su Amazon a 59 euro, che mi sono deciso ad acquistare per i pargoli, dato l’ulteriore sconto di 10 euro a disposizione poco tempo fa.

Data la documentazione un pò frammentata per questo device (non ancora pienamente supportato e quindi non presente nella lista ufficiale a disposizione su Cyanogenmod con le procedure dettagliate per l’installazione), date le situazioni non documentate in cui mi sono imbattuto e il conseguente tempo buttato, provo a riassumere gli step eseguiti ad uso e consumo dei beginners e newbbi come me che volessero provare la stessa ebbrezza. Si accettano commenti e insulti da parte di eventuali espertoni a patto che aggiungano procedure e dettagli utili a completare con più sicurezza e rapidità l’installazione della ROM.

Premesse:

  • Le procedure sono state effettuate a partire da un MacbookPro con OSX 10.11. Per capire il senso e la sequenza delle operazioni ho trovato utile dare una letta qui e qui (attenzione a non seguire le procedure indicate, efficaci su un diverso modello di Kindle Fire). Tutto il materiale e le procedure sono state ricavate partendo da qui. Il riassunto che segue ha l’unico scopo di dare un pò di ordine evitando di procedere per tentativi.
  • Se alla fine avrete tra le mani un fermacarte la responsabilità è vostra: vi ricordo che state seguendo i consigli di un iOS user ;). Se invece all’ultimo reboot apparirà una simpatica faccina blu ringraziate XDA, Cyanogenmod e i miei pargoli che hanno aspettato due giorni prima che fossi disponibile a finire con loro “Dragon Trainer 2”.

Si parte.

  1. scaricate android sdk (è sufficiente la versione light) e scompattatelo dove preferite (da ora ipotizziamo nella vostra $HOME)
  2. collegate il kindle acceso
  3. abilitate adb nelle funzioni sviluppatore
  4. testate i comandi che ci interessano (fastboot e adb): dovreste ottenere una stringa alfanumerica più il code-name (ford) nel primo caso e una stringa nel secondo.
    $HOME/platform-tools/fastboot -i 0x1949 devices
    $HOME/platform-tools/adb  devices
  5. scaricate i segenti file (ipotizziamo in $HOME/Downloads/)
  6. Installate e lanciate Android File Transfer e copiate su Kindle in /sdcard/Download/ gli zip della ROM Cyanogenmod, SuperSU e Google Apps scaricati (è possibile usare la shell di adb con le opzioni per il push dei file se sapete di cosa sto parlando…)
  7. Mettete il Kindle in FastBoot Mode. Per farlo non usate la combinazione “Power+Volume”: per qualche strano motivo i comandi lanciati successivamente non funzioneranno. Usate invece:
    $HOME/platform-tools/adb reboot bootloader

    Il Kindle si riavvierà in “FastBoot Mode…”

  8. Dato che il Kindle non è stato ancora “unlockato” non è possibile flashare la Custom Recovery TWRP, ma è possibile forzarne l’avvio grazie a fastboot :
    $HOME/platorm-tools/fastboot boot $HOME/Download/TWRP_Fire_2.8.7.0.img
  9. Il Kindle si riavvierà in modalità  “Custom Recovery TWRP”: ricordarsi di deselezionare la verifica della firma dello zip prima di confermare i vari “Install” (in caso contrario verrà evidenziato il relativo errore: ripetere deselezionando il check); in alcuni casi l’installazione della ROM potrebbe fallire con un errore di “dati inconsistenti” o simili: formattate (come ext4 altrimenti fallisce il mount) la /System
    Wipe (Factory Reset)
    Install ROM (Downloads/cm-12.1....ford.zip)
    Install SuperSU (Downloads/UPDATE-SuperSU...zip)
    Install Google Apps (Downloads/open_gapps...zip)
  10. Reboot
  11. Enjoy 🙂

Ultima nota: in caso di installazioni o customizzazioni successive ricordate che sul Kindle è ancora presente la Recovery standard, nei prossimi giorni ora che il device è “rootato” vedrò anche di “unlockarlo” (anche se la Cyanogenmod offre la possibilità di installare la sua Custom Recovery al prossimo aggiornamento OTA…).

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Cyanogenmod 12.1 on Kindle Fire 7 2015 (ford)

Apple TV 4th – (update)

Per sfogliare e navigare le varie opzioni è molto meglio continuare ad usare  il vecchio Remote, sia per spostamenti minimi, ma anche per sfogliare elenchi lunghi (film, musica…): prima bastava semplicemente tenere premuto il pulsante nella direzione voluta, ora è necessario sfogliare continuamente (se conoscete trucchi battete un colpo). Sul nuovo telecomando segnalo il doppio click sui due diversi tasti “menu”: in un caso si attiva lo screen saver panoramico (veramente stupendo) e nell’altro si possono visualizzare e chiudere al volo tutte le applicazioni aperte, basta uno “swipe” verso l’altro. Dove il tuchpad fa la differenza è sulla possibilità di avanzare nella visualizzazione di un video fino al punto preciso che vogliamo, con un ottimo grado di dettaglio (salvo poi pazientare per dare tempo ad AppleTV e alla vostra ADSL o LAN di resincronizzare lo stream per riprendere la visione).

Segnalo alcuni crash sulle applicazioni e l’interfaccia dell’App Store che non sembra permettere di navigare le app per genere e che temo non mostri tutte le app: sono stato in grado di installare app che avevo già acquistato per altri device, compatibili con tvOS, navigando nella sezione “Acquistate”, ma le stesse app non sono mostrate nel menu principale: non molto intuitivo a mio avviso.

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Apple TV 4th – (update)

Apple TV 4th

  • Configurata al volo via iPhone, sbloccato e con bluetooth acceso, da cui eredita tutte le configurazioni: restano da inserire solo la password dell’AppleID e poco altro.
  • Finalmente introdotto il supporto per HDMI-CEC (fondamentale che il cavo utilizzato supporti questa feature) per trasmettere comandi alla TV e quindi ad esempio spegnerla/accenderla in automatico con aTV e regolare il volume.
  • Touchpad su remote ottimo, forse un pelo troppo sensibile nel caso di spostamenti minimi su voci adiacenti, bene anche il giroscopio per interagire con i giochi (alla wii per intenderci, o simulando un volante). Male dimensione ed ergonomia: l’impugnatura, dato il touchpad in alto, è corta e spesso si finisce per cliccare sul tasto “Menu” invece che su “Volume UP” uscendo di fatto dall’app o dalla visualizzazione del film (aspettiamo Siri in Italia con trepidazione, per ora abilitato solo in pochi stati).
  • Già un buon numero di titoli di qualità disponibili su App Store, con alcuni giochi interessanti, oltre ai soliti Youtube, Netflix etc… in particolare già disponibile Plex Client ufficiale: finalmente la aTV diventa un vero Mediacenter anche per i contenuti multimediali non gestiti direttamente da iTunes o Apple.
  • Ottima velocità e responsività generale.
  • Netflix, iTunes Movie, Plex, Youtube, Vimeo, Qello più gli altri canali disponibili (soprattutto US) e quelli che verranno (immagino che canali italiani e europei per News, Sport, client per Sky Go e Online, Mediaset e RAI arriveranno a breve): la parabola sul tetto ormai è buona per fare ombra ai passeri.
  • Se l’App Store continua a popolarsi con questa velocità direi che i miei 32 GB si satureranno presto.

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Apple TV 4th

Do not disturb me (but my Pebble Time)

I’m using this feature all nights starting the day Apple introduced it into iOS 6. But in this wearable times I tested it in deep to maximize both my Pebble Time role and my iPhone 4S battery: all notifications and alerts are already sent to my smartwatch, so I thought  I could mute them on my iPhone that wouldn’t need to light the screen and consume energy.

But the description in the “Do not disturb” section is a bit misleading as it is often translated in other languages in ways that suggest that alerts will be muted, while the original English version says they will be “silenced” and this explain the real behavior: if you enable this setting iOS will drop your call.

The solution is to enable “Do not disturb” but granting “All Contacts” to call you. My iPhone will accept as usual the calls (and it will ring and light the screen) , but it will not show all the others alerts and notifications for SMS, email and other app keeping the screen off. My Pebble Time will keep on showing them as usual and I could unlock the iPhone only for important task so to preserve my battery life.

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Do not disturb me (but my Pebble Time)

Continuum

La prima feature di questo tipo fu annunciata da Ubuntu Phone, mai esploso e restato in un limbo da cui non penso uscirà mai, a causa del solito, banale ma bloccante problema della disponibilità di applicazioni.
Ritengo Continuum molto interessante: ti siedi, metti lo smartphone in una dock con collegato un monitor ed eventualmente una tastiera, e fai il 90% delle cose che ti servono, semplicemente godendo di uno schermo decente (inoltre ci vedo potenzialità da BYOD all’ennesima potenza). Stiamo parlando di attività di routine: internet-working, office-automation e simili, ma non escluderei anche discreti risultati nel video e foto editing. Abbiamo in tasca strumenti con potenza di calcolo in molti casi paragonabile (se non superiore)  a notebook di fascia medio-bassa, che se va bene sfruttiamo al 20-30%.

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Continuum