Come Salvini

Come Salvini

Non sono sempre d’accordo con le sue idee, ma questa volta condivido appieno.

Francesco Costa:

La storia per cui sull’immigrazione dovremmo lavorare con i nostri amici, alleati e partner europei è una barzelletta a cui non crede più nessuno, tantomeno gli elettori di Salvini, che su questo punto hanno ragione. Qual è allora la strada alternativa? Quella di Gentiloni e Minniti era sicuramente una strada pragmatica, che prevedeva una certa quota di sofferenze umane come male necessario: ma non era una vera alternativa, perché la diplomazia ha fallito, le altre nazioni ci hanno quasi tutte presi in giro e dovendoci arrangiare siamo finiti a minacciare la chiusura dei porti, proprio come Salvini, maltrattare le ong, proprio come Salvini, e chiudere un occhio davanti ai famigerati campi di concentramento in Libia. La strada alternativa è, appunto, l’unica strada veramente alternativa. Li accogliamo. Perché è giusto. E basta. Li accogliamo tutti? È una domanda stupida: non sono tutti.

Non è una cosa da rivoluzionari di estrema sinistra: lo ha fatto una leader conservatrice e moderata come Angela Merkel. Bisogna essere però forti, credibili e coraggiosi, certo. Non è una cosa esente da rischi, anzi: l’integrazione è dolorosa e complicatissima persino in Germania, dove c’è la piena occupazione, figuriamoci qui. Non è una strada promettente per chi vuol fare una lunga carriera: si rischiano di pagare grossi prezzi politici. Non è una strada facile: per percorrerla bisogna prima lavorare molto dal basso, sul territorio, come dicono quelli, perché sia una scelta che abbia un consenso popolare vero, anche se ovviamente non assoluto. Avete da fare nei prossimi cinque anni? Di tempo ce n’è.

Piccole campionesse crescono (ancora)

Le nostre “Coccinelle” continuano a volare: ottima prestazione anche a Bologna (Zola Pedrera per essere precisi) ai campionati nazionali UISP con il secondo posto nazionale conquistato con gioia e tanto divertimento, sempre nella specialità corpo libero a squadre, categoria esordienti. Il momento più bello è stato “il 5” scambiato tra loro dalle due allenatrici subito dopo la prestazione, prima dell’esibizione di altre squadre e molto prima di avere una idea del piazzamento, felici che le bimbe fossero riuscite a mostrare il risultato del duro lavoro svolto durante l’anno a tutto il palazzetto, ai parenti e alle avversarie, a emozionarsi ed esaltarsi insieme, superando in alcuni casi le delusioni mattutine delle prove individuali e trovando nell’amicizia nata e cresciuta durante l’anno la carica per fare un esercizio senza errori.

Certo far commuovere papà grandi e grossi in questo modo è stato un vero colpo basso 🙂

Piccole campionesse crescono

Concedetemi un momento di orgoglio paterno per annunciare che le nostre “Coccinelle” ieri sono state proclamate campionesse regionali UISP di Ginnastica Ritmica nella competizione a squadre, specialità corpo libero. Complimenti a Bea, Isa, alle loro compagne di squadra e alla società #RitmicaFutura  (specialmente alle ottime allenatrici).

Ora ci aspettano i Nazionali di Bologna, stay Tuned !

Children of Men

Terrorismo, razzismo, paura, scelte discutibili guidate più da interessi di parte che dalla volontà di risolvere davvero i problemi e contribuire a una evoluzione positiva della civiltà umana, favorendo integrazione, crescita e armonia. Non ho risposte, non ho proposte… ma rivedere questo film mi ricorda quale sia ad oggi lo scenario più probabile per il prossimo futuro, e da qualsiasi punto di vista mi metta, da qualunque parte decida di schierarmi, non mi sembra roseo per nessuno.

When not if

C’è stato un altro momento in cui l’interrogativo era lo stesso ed era il 2006/2007. 10 anni dopo l’unica differenza è che qualcuno ci ha provato prima di Apple (Google, fallendo) e facendo tesoro dei propri errori ci sta riprovando per cercare di avere un ruolo guida alla frontiera della Realtà Aumentata (AR).

La percezione è che l’unica differenza rispetto al 2007 è che stavolta Google non ha tenuto i suoi sviluppi nascosti per cambiarli in corsa dopo l’uscita di iPhone (intuendo il fallimento e cambiando in corsa realizzando Android), ma vuole provare a dettare le regole del gioco.

WWDC 2017

Lasciando le sbrodolate su iMac e iPad Pro ai siti specializzati mi focalizzo sulle tre novità che più cambieranno la mia user-experience nel walled-garden di Apple, portandomi ad abbandonare Dropbox a brevissimo, iniziare ad integrare nel mio palinsesto domestico anche Amazon Video Prime e a confermare che gli AirPods sono il migliore acquisto tecnologico che abbia mai fatto.

La prima volta per tutti e due. E’ stato fantastico.

Non so se è piaciuto più a me o a lui, ma l’espressione sul suo viso era eloquente e la goduria era palese per essere una prima volta per entrambi.

Pirla ! Non sto facendo outing, ma sia io che il cassiere sembravamo due bambini che stanno per aprire la porta della sala la mattina di S.Lucia per scoprire se siano arrivati regali o carbone. Solo che invece del pigiama indossavo un Apple Watch (e no, non ho ricevuto carbone).

Suggerisco alla Decathlon una nuova pubblicità: “Fai una corsa da noi ! Il portafoglio da oggi non ti serve più !”

Contanti, carta o…

Stamane ho ricevuto una mail da Apple che confermava (finalmente) la disponibilità di Apple Pay in Italia grazie all’integrazione con Unicredit. Ho aperto Wallet su iPhone e in automatico avevo i dati della carta precedentemente associata al mio AppleID. Ho confermata la carta con il codice di verifica e abilitato l’uso via Apple Watch, il tutto in 2 minuti scarsi.

Ora mi resta solo da passare alla Auchan, afferrare il primo oggetto che mi capita a tiro e andare a fare lo sborone alla cassa sperando che tutto funzioni come da specifiche. Altrimenti vaglielo a spiegare tu alla vecchietta che ti vede appoggiare il polso al POS NFC che non sei tu lo schizzato ma che c’è un problema tecnico nel sistema di pagamento digitale.

 

Figlio di puttana ! Cornuto di merda !

Perchè non fermare le partite per difendere l’integrità morale di nostra madre o di nostra moglie (e nostro, poveri pirla) ?

L’insulto all’avversario non è sportivo ed è da biasimare, ma siamo sicuri che il razzismo, quello vero, c’entri qualcosa ? Quando a fischiare e insultare Balotelli erano addirittura i suoi tifosi davvero credete che il motivo fosse il colore della sua pelle ? Quale discriminazione ha impedito a questi professionisti di ottenere contratti milionari e una vita da privilegiati ?

Vorrei chiedere un parere su questa vicenda a chi invece di subire l’onta di un coro da stadio viene sfruttato nei campi al sud, o in turni massacranti in lavori che noi ci rifiutiamo di fare, o che peggio non riesce a trovare una occupazione per mantenere la famiglia perchè altrimenti “ruba il lavoro a noi italiani“.

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